Verso il commercio di «slot» aerei
La Commissione dell'UE vuole autorizzare il commercio di diritti di decollo e d'atterraggio fra le diverse compagnie aeree – secondo la Commissione sarebbe una soluzione efficiente per una distribuzione più flessibile dei cosiddetti «slot» aerei (bande orarie). Il commercio di diritti di transito tramite una borsa dei transiti alpini sarebbe anch'esso una misura conforme all'economia di mercato.
mhh. La Commissione europea ha recentemente presentato una modifica dell'ordinanza 95/93 sull'«assegnazione di bande orarie negli aeroporti della Comunità». Le finestre temporali – i cosiddetti «slot» –permettono alle compagnie aeree di decollare o di atterrare in un determinato giorno e in un determinato momento.
Nella proposta della Commissione verrebbe legalizzato il commercio dei diritti di atterraggio e di decollo («secondary slot trading»). In futuro le compagnie aeree potrebbero quindi vendere e scambiare fra di loro gli «slot», ciò che dovrebbe permettere una distribuzione più flessibile dei diritti di decollo e di atterraggio. Finora il loro commercio non era esplicitamente consentito e alcuni paesi sfruttavano questa zona grigia giuridica.
Nella riforma la Commissione aveva previsto la messa all'asta di tutti i diritti di «slot», non solo di quelli che le compagnie aeree non utilizzano, ma per finire questa soluzione è stata abbandonata. Sottoposta alle pressioni politiche delle compagnie aeree, la Commissione non è riuscita a imporsi.
Perché non coi diritti di transito?
Mentre gli aerei, i treni o le imbarcazioni dipendono da «slot» o «tracce» che pongono dei limiti quantitativi alla loro circolazione, la strada resta l'unica via di comunicazione dove è possibile una crescita senza limitazioni. L'annunciata introduzione del commercio di «slot» nell'UE – anche se in forma parziale – mostra tuttavia che la Commissione europea ritiene che questi sistemi di scambio siano un metodo efficiente e conforme al mercato per affrontare i problemi di capacità.
La borsa dei transiti alpini, rispettivamente il commercio di diritti di transito per il traffico pesante attraverso le Alpi, sarebbe uno strumento altrettanto economico ed efficiente per risolvere i problemi di capacità nelle Alpi. Così sarebbe inoltre possibile ridurre gli effetti negativi sul sensibile ecosistema alpino e sulla salute delle persone che abitano lungo gli assi di transito. Dal punto di vista della Commissione europea non dovrebbero dunque esserci ostacoli all'introduzione di una borsa dei transiti in tutto l'arco alpino.
Borsa dei transiti alpini
Sgravare le Alpi dal traffico pesante